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Giovanni Galbieri

 

Giovanni Galbieri

 

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Giovanni Galbieri nasce a Negrar, nella provincia di Verona, nel 1993.

Atleta professionista in forza presso il Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare Italiana, Giovanni è un velocista della Nazionale titolato complessivamente di 14 medaglie d’oro a livello nazionale, 1 medaglia di bronzo ai Mondiali Under 18 ed 1 medaglia d’oro ai campionati europei Under 23 di Tallinn (Estonia).

 

Parallelamente alla sua carriera sportiva, Giovanni sviluppa sin da giovanissimo una considerevole passione per la musica rivolta soprattutto al cantautorato italiano. Sin dall’età di 15 anni, Giovanni prende parte attiva all’interno di vari gruppi musicali del territorio veronese, con numerose esibizioni live in alcuni dei locali della zona.

 

Batterista e chitarrista e poi cantante con i “Ventura Boulevard” dall’età di 22 anni. In seguito Giovanni Galbieri inizia la sua carriera da solista alternando nelle sue serate brani inediti e cover riarrangiate in chiave acustica. Proprio durante una di queste serate nasce la collaborazione con il Dott. Cav. Michele Tumminelli di Merì, affascinato dalla qualità delle sue esibizioni.

 

Pensa Poetico è il primo progetto musicale di Giovanni Galbieri cantautore, composto da 6 brani inediti, prodotto a Macerata presso il Potemkin Studio di Andrea Mei (edizioni Oyez!) e presentato il 14 Dicembre nel contesto cerimoniale dei Cavalieri di Malta – O.S.J. a Roma. Nel 2019 nasce il brano “La cura del sale” ed inizia la collaborazione con il produttore veronese Max Titi e la sua etichetta Maxy Sound. “La cura del sale” esprime un concetto universale che spesso diamo per scontato: la consapevolezza. Ogni volta che il sole tramonta e un altro giorno se ne va ci rendiamo conto che il tempo scorre, inesorabilmente per giunta e questo ci mette di cattivo umore.

 

Tutto quello che accade intorno a noi sembra avere un valore secondario se confrontato con la malinconia di ciò che è stato. La vita è troppo breve per lasciare dell’insoluto, per questo bisogna prendere in mano le redini e cominciare a macinare soluzioni per stare bene. Bene con se stessi, con gli altri, con il circondario, con l’alternativa speranza di perdersi per scoprire che non siamo soli a combattere questa battaglia introspettiva. “La cura del sale” vuole essere un inno alla vita nel senso più primitivo, quella fatta di emozioni vere, genuine, anche fuori dagli schemi se necessario, purché producano un effetto positivo e rivitalizzante.

 


 

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